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La storia del vetro

Lo storico romano Plinio tramanda che i Fenici furono gli inventori del vetro, i quali, accendendo un fuoco sulla sabbia, si accorsero che la sabbia si scioglieva in un liquido trasparente. I primi impasti vetrosi comparvero intorno al III millenio a.C, in Mesopotamia ed in Egitto, terre ricche di sabbia silicea, la componente principale del vetro. Le prime tecniche di lavorazione del vetro consentivano solo la produzione di oggetti di piccole dimensioni, destinati in prevalenza ad usi rituali o come ornamento.

Gli oggetti più antichi giunti fino a noi sono egiziani (XVI – XIV secolo a. C.) attraverso l'avvolgimento di fili vitrei attorno ad un nucleo che poi veniva distrutto lasciando intatto l'oggetto.

Inizialmente quindi il vetro fu impiegato come una pasta da modellare, fino al primo secolo a.C. Successivamente in Siria, in Egitto e poi a Roma si sviluppò la tecnica della soffiatura che permetteva di insufflare aria all'interno della pasta vitrea.

Il vetro antico, però, non era cristallino come quello d'oggi ma più opaco e irregolare;

solo nel 1400 si riuscì ad ottenere un vetro perfettamente trasparente.

Dopo la caduta dell'Impero Romano (476 d.C), il vetro in Occidente veniva lavorato soprattutto in Inghilterra, Francia e Nord Europa (Renania in particolare). Tra l'VIII e il XIV secolo grande sviluppo ebbe anche il vetro musulmano, lavorato secondo i metodi noti in Medio Oriente. Bisanzio costituì un importante ponte con l'Occidente per questa produzione e ne sviluppò inoltre una propria (di gusto alessandrino e siriano) che ebbe influenza anche sul litorale veneto, territorio sotto il suo dominio fino al IX secolo.

Permalink lun, 3 mar 2008 14:08:49
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