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Glossario

Applicazione lavorata a pinza: speciale lavorazione ottenuta con pinza. Consiste nel “pizzicare” i vari ornamenti costituti da filamenti ancora allo stato plastico. Con la pinza si possono lavorare manici, decorazioni crestate, alette e tanti altri elementi decorativi.

Avventurina: l'avventurina è un tipo di vetro, il più prezioso di tutta la storia del vetro di Murano che risale alla prima metà del XVII secolo. Il nome stesso deriva dal termine “ventura”, a ricordare come la sua invenzione fosse inizialmente dovuta al caso e a sottolineare le difficoltà che persino i maestri più abili incontravano durante la sua lavorazione. La storia racconta che un vetraio, intento a fondere insieme la varie componenti del vetro, per un qualche contrattempo abbandonò la fusione facendo fallire così l'operazione, e che si dovette aspettare un'intera settimana per il completo raffreddamento dei paioli e di tutto il forno; con grande stupore, poi, spaccando i paioli, il vetraio stesso trovò una materia meravigliosa. La prima ricetta che insegna a fare l'avventurina risale al 1644, si dovette però aspettare il 1860 per conoscere il segreto per soffiare l'avventurina. L'avventurina è un tipo di vetro nel quale sono inglobati piccolissimi cristalli di rame (precipitato durante il raffreddamento del fuso) che si disperdono in modo omogeneo dando al materiale una lucentezza metallica. Per far sì che la produzione dell'avventurina dia risultati positivi bisogna aggiungere, conclusa la fusione e in più riprese, giuste quantità di materie prime riducenti come battitura di ferro, silicio metallico e carbone, fino a che il rame non sia precipitato. Durante il ciclo di raffreddamento, della durata di alcune ore, si verifica la lenta e quasi completa separazione del rame dal vetro di base. La qualità di questo vetro dipende dal grado di uniformità con il quale si distribuiscono i cristalli di rame e dalle loro dimensioni, che in alcuni casi possono raggiungere il millimetro. L'avventurina viene estratta in blocchi dal forno, già raffreddato, e la sua rifusione può pregiudicare il suo caratteristico aspetto. Viene tagliata a freddo come fosse pietra dura e la sua lavorazione a caldo richiede particolari accorgimenti. La preparazione dell'avventurina è un'operazione lenta e assai delicata; nel corso dei secoli è sempre stata segreto di pochi abili tecnici compositori.

Balotton: stampo in metallo con punte a forma di piccola piramide a base quadrata che danno un effetto di rilievo incrociato sul vetro. Lo stampo a “balloton” o “baloton” veniva spesso utilizzato nei secoli XV e XVI.

Goto de Fornase: si tratta di un intramontabile classico della produzione veneziana. L'espressione in diletto veneziano “goto de fornase” corrisponde a “bicchiere di fornace”, e sta ad indicare per l'appunto il tipico bicchiere da fornace nato in origine per essere usato come bicchiere da officina, realizzato secondo bisogno con il vetro disponibile. Ora sono considerati vere e proprie opere d'arte, creazioni originali che permettono al maestro di esprimere il proprio estro in modo estremamente libero.

Per realizzare il vaso il Maestro rotola del vetro incandescente su un sottile foglio d'argento a cui vengono aggiunti tanti pezzetti di vetro colorato che così aderiscono perfettamente alla sua superficie.

Lavorazione a fenicio: ottenuta avvolgendo a spirale un filamento di vetro intorno al corpo del soffiato

Lavorazione a lume: è una tecnica di lavorazione del vetro, utilizzata soprattutto per forgiare forme piccole. Consiste nel lavorare la canna vitrea piena modellandola e riscaldandola alla fiamma di un beccuccio alimentato a gas al fine di realizzare piccoli oggetti, perle decorate e figurine. L'espressione “a lume” deriva dall'uso, nell'antichità, di una fiamma di un lume a olio.

Morise: tipica decorazione muranese a forma ondulata, eseguita applicando un cordoncino di vetro ancora plastico che viene lavorato con le borselle (pinze di varie dimensioni che servono per eseguire specifiche operazioni) da “pissegar”

Soffiatura a bocca: tecnica che consiste nel dare forma alla massa vitrea incandescente, grazie all'uso di una canna che permette di soffiare all'interno del vetro.

Tecnica del “rigato ritorto”: dopo la soffiatura si applica al vetro una dolce torsione in modo da realizzare un effetto a torciglione.

Tecnica della foglia d'oro: il maestro vetraio rotola il vetro incandescente su sottili fogli d'oro che così aderiscono perfettamente alla sua superficie

Vaso de Fornase: si tratta di un intramontabile classico della produzione veneziana. L'espressione in diletto veneziano “de fornase” corrisponde a “di fornace”. Sono creazioni originali che permettono al maestro di esprimere il proprio estro in modo estremamente libero. Per realizzare il vaso il Maestro rotola del vetro incandescente su un sottile foglio d'argento a cui vengono aggiunti tanti pezzetti di vetro colorato che così aderiscono perfettamente alla sua superficie.

Vaso Veronese: il vaso chiamato Veronese porta questo nome in onore a Paolo Veronese che nella sua famosissima opera L'Annunciazione ha dipinto un vaso tondo, leggero, trasparente dall'imboccatura sottile, ripreso alla fine dell'Ottocento dai maestri vetrai e poi divenuto simbolo dell'arte del vetro.

Permalink mer, 23 apr 2008 18:56:09
Francesca | lun, 16 feb 2009 17:37:30
Volevo avere un' informazione prima di acquistare degli oggetti di murano con la tecnica della foglia d'oro.

Vorrei, nello specifico, sapere se le foglie oro applicate sul vetro di murano devono risultare, a lavoro finito, perfettamente integre sul vetro stesso dell'oggetto oppure se è "normale" riscontrare delle imperfezioni (ad esempio quando la foglia oro non è integra) dovute al lavoro del tutto artigianale.

Grazie,

Francesca

matteo | lun, 16 feb 2009 18:10:34
Gentile Francesca,

grazie della richiesta e del commento nel nostro sito.

Le foglie d'oro, finissimi rettangoli d'oro battuto (in rari casi ancora a mano), vengono usati da secoli dai Maestri vetrai muranesi per decorare le loro opere. Vengono applicate a caldo, dopo che l'aiuto più fidato del Maestro le ha distese per bene, quest'ultimo vi rotola sopra il vetro incandescente con l'aiuto della canna. A seconda dell'opera che viene creata possono rimanere più o meno integre. In questo senso può vedere il Maestro Amadi che realizza un “vaso tribale” , dove la foglia rimane praticamente integra, oppure questo “vaso retinato” che prende il suo nome proprio dalla rottura artistica della foglia d'oro.

Spero di esserle stato d'aiuto, cordiali saluti.

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