La sua storia è affascinante quanto singolare, basti pensare che è stata la passione per la lavorazione del vetro di Murano a indurlo a trasferirsi definitivamente in Italia lasciando così la sua terra d'origine e la famiglia. Più precisamente l'amore di Akira per il vetro sorse anni fa allorquando vide splendide creazioni in vetro di Murano esposte in un museo giapponese. Nulla valse a trattenerlo, nemmeno le pressioni del padre medico che insisteva perché il figlio, dopo il diploma, studiasse medicina seguendo così le orme paterne.
In Giappone, prima di giungere in Italia, Akira realizzò opere in ceramica, ferro e legno dando prova della sua innata capacità manuale ed estro artistico, che ora esprime compiutamente nelle sue meravigliose creazioni in vetro di Murano.
Dieci anni fa, quindi, Akira giunse a Murano; qui conobbe subito (per l'appunto il giorno successivo all'arrivo) Massimiliano Pagnin che, meravigliato da tanta passione per il vetro e desiderio d'apprenderne le tecniche di lavorazione, lo accolse nella sua fornace per iniziarlo all'arte del vetro di Murano.
Nel corso di questi anni trascorsi in fornace Akira ha quindi appreso le tecniche di lavorazione e affinato il suo estro applicandosi con costanza e dedizione sino a diventare uno fra i più giovani e talentosi maestri di Murano.
Akira si è formato al fianco di grandi Maestri e Designers quali Ulderico Rossetto, Elio Raffaelli, Livio Serena, Vittorio Ferro, Paolo Pinzan, Massimo Nordio, Toni Zuccari, Angelo Zennaro.
Il maestro Akira, dall'aria solitaria e meditativa, è riuscito in così poco tempo a conseguire risultati tanto significativi grazie, oltre che alla sua passione, ad un forte senso di responsabilità, umiltà, volontà; nel suo lavoro Akira è un vero perfezionista (un tratto, questo, tipicamente giapponese), sempre alla ricerca di nuove forme e tecniche innovative. Akira predilige la realizzazione di prodotti d'uso quotidiano, dove la raffinatezza della lavorazione si esplica in forme semplici ed essenziali.