<![CDATA[Best Murano]]>http://it.bestmurano.com<![CDATA[Fabiano Amadi: Composizione di ciliegie]]>http://it.bestmurano.com/video-artisti/fabiano-amadi/fabiano-amadi-composizione-di-ciliegie.htmlIn questo video si può vedere il Maestro Fabiano Amadi all'opera durante la realizzazione di un fantasiosa Composizione di ciliegie, in vetro di Murano soffiato a bocca.

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http://it.bestmurano.com/video-artisti/fabiano-amadi/fabiano-amadi-composizione-di-ciliegie.htmlTue, 19 Aug 2008 15:40:49 GMT
<![CDATA[Fabiano Amadi: Calice rosso]]>http://it.bestmurano.com/video-artisti/fabiano-amadi/fabiano-amadi-calice-rosso.htmlIn questo video si può ammirare l'abilità del Maestro Vetraio Fabiano Amadi mentre sta creando un elegante Calice Rosso in cristallo e vetro di Murano soffiato a bocca.

Vai alla scheda del Calice Rosso.

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http://it.bestmurano.com/video-artisti/fabiano-amadi/fabiano-amadi-calice-rosso.htmlTue, 19 Aug 2008 15:24:50 GMT
<![CDATA[Akira Hara: Vaso Moderno]]>http://it.bestmurano.com/video-artisti/akira-hara/akira-hara-vaso-moderno.htmlIn questo video si può ammirare l'arte del Maestro Vetraio Akira Hara, alle prese con un fantasioso Vaso Moderno in vetro di Murano soffiato a bocca.

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http://it.bestmurano.com/video-artisti/akira-hara/akira-hara-vaso-moderno.htmlTue, 19 Aug 2008 14:16:54 GMT
<![CDATA[Fabiano Amadi: Vaso Tribale a Spirale]]>http://it.bestmurano.com/video-artisti/fabiano-amadi/fabiano-amadi-vaso-tribale-a-spirale.htmlLa realizzazione del Vaso Tribale a Spirale richiede forza, tempo ed estrema precisione. È il risultato di un mirabile lavoro di squadra, ben quattro persone coadiuvano infatti il Maestro Amadi, l'unico in grado di soffiare oggetti tanto pesanti senza l'ausilio di supporti tecnici.
Nel video il tutto sembra una danza: movimenti precisi si susseguono a ritmo cadenzato, ad ogni collaboratore il suo compito, ad Amadi il ruolo principale. Risulta quindi evidente l'inestimabile valore del vaso, originale sintesi tra tradizione, innovazione e grande abilità.
 

Il Vaso Tribale a Spirale del maestro Amadi, uno dei nostri prodotti più pregiatti, è disponibile nel catalogo di Best Murano.

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http://it.bestmurano.com/video-artisti/fabiano-amadi/fabiano-amadi-vaso-tribale-a-spirale.htmlTue, 19 Aug 2008 12:48:25 GMT
<![CDATA[Glossario]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/glossario/glossario.htmlApplicazione lavorata a pinza: speciale lavorazione ottenuta con pinza. Consiste nel “pizzicare” i vari ornamenti costituti da filamenti ancora allo stato plastico. Con la pinza si possono lavorare manici, decorazioni crestate, alette e tanti altri elementi decorativi.

Avventurina: l'avventurina è un tipo di vetro, il più prezioso di tutta la storia del vetro di Murano che risale alla prima metà del XVII secolo. Il nome stesso deriva dal termine “ventura”, a ricordare come la sua invenzione fosse inizialmente dovuta al caso e a sottolineare le difficoltà che persino i maestri più abili incontravano durante la sua lavorazione. La storia racconta che un vetraio, intento a fondere insieme la varie componenti del vetro, per un qualche contrattempo abbandonò la fusione facendo fallire così l'operazione, e che si dovette aspettare un'intera settimana per il completo raffreddamento dei paioli e di tutto il forno; con grande stupore, poi, spaccando i paioli, il vetraio stesso trovò una materia meravigliosa. La prima ricetta che insegna a fare l'avventurina risale al 1644, si dovette però aspettare il 1860 per conoscere il segreto per soffiare l'avventurina. L'avventurina è un tipo di vetro nel quale sono inglobati piccolissimi cristalli di rame (precipitato durante il raffreddamento del fuso) che si disperdono in modo omogeneo dando al materiale una lucentezza metallica. Per far sì che la produzione dell'avventurina dia risultati positivi bisogna aggiungere, conclusa la fusione e in più riprese, giuste quantità di materie prime riducenti come battitura di ferro, silicio metallico e carbone, fino a che il rame non sia precipitato. Durante il ciclo di raffreddamento, della durata di alcune ore, si verifica la lenta e quasi completa separazione del rame dal vetro di base. La qualità di questo vetro dipende dal grado di uniformità con il quale si distribuiscono i cristalli di rame e dalle loro dimensioni, che in alcuni casi possono raggiungere il millimetro. L'avventurina viene estratta in blocchi dal forno, già raffreddato, e la sua rifusione può pregiudicare il suo caratteristico aspetto. Viene tagliata a freddo come fosse pietra dura e la sua lavorazione a caldo richiede particolari accorgimenti. La preparazione dell'avventurina è un'operazione lenta e assai delicata; nel corso dei secoli è sempre stata segreto di pochi abili tecnici compositori.

Balotton: stampo in metallo con punte a forma di piccola piramide a base quadrata che danno un effetto di rilievo incrociato sul vetro. Lo stampo a “balloton” o “baloton” veniva spesso utilizzato nei secoli XV e XVI.

Goto de Fornase: si tratta di un intramontabile classico della produzione veneziana. L'espressione in diletto veneziano “goto de fornase” corrisponde a “bicchiere di fornace”, e sta ad indicare per l'appunto il tipico bicchiere da fornace nato in origine per essere usato come bicchiere da officina, realizzato secondo bisogno con il vetro disponibile. Ora sono considerati vere e proprie opere d'arte, creazioni originali che permettono al maestro di esprimere il proprio estro in modo estremamente libero.

Per realizzare il vaso il Maestro rotola del vetro incandescente su un sottile foglio d'argento a cui vengono aggiunti tanti pezzetti di vetro colorato che così aderiscono perfettamente alla sua superficie.

Lavorazione a fenicio: ottenuta avvolgendo a spirale un filamento di vetro intorno al corpo del soffiato

Lavorazione a lume: è una tecnica di lavorazione del vetro, utilizzata soprattutto per forgiare forme piccole. Consiste nel lavorare la canna vitrea piena modellandola e riscaldandola alla fiamma di un beccuccio alimentato a gas al fine di realizzare piccoli oggetti, perle decorate e figurine. L'espressione “a lume” deriva dall'uso, nell'antichità, di una fiamma di un lume a olio.

Morise: tipica decorazione muranese a forma ondulata, eseguita applicando un cordoncino di vetro ancora plastico che viene lavorato con le borselle (pinze di varie dimensioni che servono per eseguire specifiche operazioni) da “pissegar”

Soffiatura a bocca: tecnica che consiste nel dare forma alla massa vitrea incandescente, grazie all'uso di una canna che permette di soffiare all'interno del vetro.

Tecnica del “rigato ritorto”: dopo la soffiatura si applica al vetro una dolce torsione in modo da realizzare un effetto a torciglione.

Tecnica della foglia d'oro: il maestro vetraio rotola il vetro incandescente su sottili fogli d'oro che così aderiscono perfettamente alla sua superficie

Vaso de Fornase: si tratta di un intramontabile classico della produzione veneziana. L'espressione in diletto veneziano “de fornase” corrisponde a “di fornace”. Sono creazioni originali che permettono al maestro di esprimere il proprio estro in modo estremamente libero. Per realizzare il vaso il Maestro rotola del vetro incandescente su un sottile foglio d'argento a cui vengono aggiunti tanti pezzetti di vetro colorato che così aderiscono perfettamente alla sua superficie.

Vaso Veronese: il vaso chiamato Veronese porta questo nome in onore a Paolo Veronese che nella sua famosissima opera L'Annunciazione ha dipinto un vaso tondo, leggero, trasparente dall'imboccatura sottile, ripreso alla fine dell'Ottocento dai maestri vetrai e poi divenuto simbolo dell'arte del vetro.

]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/glossario/glossario.htmlWed, 23 Apr 2008 18:56:09 GMT<![CDATA[Riferimenti bibliografici]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/riferimenti-bibliografici/riferimenti-bibliografici.html

  • Rosa Barovier, Vetro veneziano (1890 – 1990), Arsenale Editrice, Verona, 1992
  • Aldo Bova, Attilia Dorigato, Puccio Migliaccio, Vetri artistici del primo Ottocento, Marsilio, Venezia, 2006
  • Attilia Dorigato, L'arte del vetro a Murano, Arsenale Editrice, Verona, 2002
  • Attilia Dorigato, Murano il vetro a tavola ieri e oggi, La stamperia di Venezia Editrice, Venezia, 1983
  • Luca Melegati, Vetri, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1995
  • Mariapia Miani, Daniele Resini, Francesca Lamon, L'arte dei maestri vetrai di Murano, Matteo Editore, Treviso, 1984
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    http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/riferimenti-bibliografici/riferimenti-bibliografici.htmlWed, 23 Apr 2008 18:50:06 GMT
    <![CDATA[Il vetro di Murano]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/il-vetro-di-murano/il-vetro-di-murano.html Il primo documento che attesta la lavorazione del vetro a Murano risale al 982 d.C., ma scavi archeologici hanno riportato alla luce frammenti indicanti la presenza di tale attività già nel VII secolo a.C., sia nell'isola di Torcello che in quella di Murano. Solo nel XII secolo, però, l'arte del vetro incominciò a delinearsi come attività manifatturiera organizzata. Sempre in quel periodo l'attività man mano si concentrò nell'isola di Murano, per poi diventarne esclusiva allorquando la Repubblica decretò, nel 1291, il trasferimento nell'isola di tutte le fornaci per motivi di sicurezza, il rischio d'incendio era infatti troppo elevato, sarebbe bastata una sola fiammata fuori controllo per distruggere l'intera città costruita in gran parte in legno.

    Fu da quell'anno che Murano divenne il principale centro di lavorazione del vetro della Repubblica di Venezia, i cui prodotti venivano esportati in tutto il mondo: Francia, Gran Bretagna, Fiandre, Nord Europa, Mediterraneo orientale.

    Furono inoltre adottate le prime misure protezionistiche: si imponeva ai maestri che lasciavano la città di non poter più essere riammessi all'Arte una volta rientrati, e si proibiva la fuoriuscita di qualsiasi strumento o prodotto necessario alla lavorazione del vetro; era ovviamente molto forte il timore della concorrenza. Fu nel corso del secolo XV che l'arte vetraia si consolidò, a tal punto che i maestri vetrai divennero molto ricchi e ben visti anche dalla nobiltà. A metà del 1400 risale l'importantissima invenzione di Angelo Barovier: il vetro cristallino, cioè un vetro perfettamente incolore e trasparente. Angelo capì che erano le impurità delle materie prime a rendere il vetro opaco, inventò quindi una procedura complessa per depurarle al fine di ottenere un vetro purissimo. Fu questa scoperta a decretare il successo del vetro muranese in tutto il mondo.

    Nel corso del Cinquecento le esportazioni raggiunsero la Turchia e il continente americano; i vetri muranesi divennero in tutta Europa un prodotto di nicchia, elitario. Perfino i più grandi artisti dell'epoca li raffiguravano nei loro dipinti (Il vaso Veronese è stato così nominato perché compare nell'Annunciazione di Paolo Veronese). Nonostante le rigide misure protezionistiche, molti maestri lasciarono Murano per far fortuna altrove con la propria arte; lo stile veneziano si diffuse così in tutta Europa. Nel corso del Seicento, in linea con lo stile barocco, i vetrai muranesi realizzarono prodotti dalle forme sempre più complesse e bizzarre.

    Il Seicento fu però anche un secolo di crisi, negli anni venti la peste decimò la popolazione di Venezia e della laguna. Seguì poi una carestia che tra le altre conseguenze rese difficoltoso il il reperimento di molte materie prime quindi difficile la lavorazione del vetro stesso, nel 1628 infatti le fornaci chiusero per tutto l'anno (alcune purtroppo non riaprirono più). Per Murano la situazione si aggravò ulteriormente a causa di altre due nuove produzioni che riscossero successo in tutta Europa: il cristallo di Boemia e quello inglese.

    Nel Settecento la concorrenza si sentì ancora di più e la Repubblica di Venezia per evitare la crisi limitò il più possibile le importazioni di qualsiasi prodotto estero nel territorio della Serenissima. Quando poi nel 1797 la Repubblica cessò di esistere per mano delle truppe napoleoniche anche per Murano incominciò il periodo di maggior crisi, aggravatasi ulteriormente sotto la dominazione dell'Impero Austroungarico che imponeva ai prodotti muranesi pesanti dazi al fine di avvantaggiare i cristalli austriaci e boemi.

    Solo verso la metà del XIX secolo si verificarono i primi segnali di rinascita grazie soprattutto alla riscoperta di alcuni tipi di vetro e alla nascita di nuove aziende storiche (nacque la Fratelli Toso e Salviati); simbolo di questa riprese divenne il Museo del Vetro, fondato nel 1862 grazie soprattutto al sindaco di Murano Antonio Colleoni e dell'abate Vincenzo Zanetti. Oltre al Museo venne fondata anche una scuola allo scopo di impartire un'educazione specifica, sia teorica che pratica, a tutti coloro che desideravano accostarsi all'arte della lavorazione del vetro. Nel 1864 venne allestita la Prima Esposizione Vetraria Muranese.

    A partire dal primo decennio del XX secolo si assistette ad una vera e propria svolta nella lavorazione del vetro: il maestro incominciò a collaborare con altre figura professionali nell'ideazione e produzione dei propri oggetti, iniziò così a collaborare proficuamente con designer, scultori, direttori artistici. Il successo a cui pervenì poi il design italiano negli anni cinquanta contribuì ulteriormente alla crescita e diffusione della cultura del vetro di Murano che attirò l'attenzione dei più grandi artisti del Novecento (fra questi: Calder, Moore, Fontana, Guttuso, Le Corbusier, etc.).

    Tutt'oggi l'arte muranese viene portata avanti dalle aziende storiche e da nuovi maestri che con grande abilità sanno conciliare il rispetto delle tradizioni con lo spirito innovativo di designer e artisti contemporanei.

    ]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/il-vetro-di-murano/il-vetro-di-murano.htmlMon, 3 Mar 2008 14:11:55 GMT<![CDATA[La storia del vetro]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/la-storia-del-vetro/la-storia-del-vetro.html Lo storico romano Plinio tramanda che i Fenici furono gli inventori del vetro, i quali, accendendo un fuoco sulla sabbia, si accorsero che la sabbia si scioglieva in un liquido trasparente. I primi impasti vetrosi comparvero intorno al III millenio a.C, in Mesopotamia ed in Egitto, terre ricche di sabbia silicea, la componente principale del vetro. Le prime tecniche di lavorazione del vetro consentivano solo la produzione di oggetti di piccole dimensioni, destinati in prevalenza ad usi rituali o come ornamento.

    Gli oggetti più antichi giunti fino a noi sono egiziani (XVI – XIV secolo a. C.) attraverso l'avvolgimento di fili vitrei attorno ad un nucleo che poi veniva distrutto lasciando intatto l'oggetto.

    Inizialmente quindi il vetro fu impiegato come una pasta da modellare, fino al primo secolo a.C. Successivamente in Siria, in Egitto e poi a Roma si sviluppò la tecnica della soffiatura che permetteva di insufflare aria all'interno della pasta vitrea.

    Il vetro antico, però, non era cristallino come quello d'oggi ma più opaco e irregolare;

    solo nel 1400 si riuscì ad ottenere un vetro perfettamente trasparente.

    Dopo la caduta dell'Impero Romano (476 d.C), il vetro in Occidente veniva lavorato soprattutto in Inghilterra, Francia e Nord Europa (Renania in particolare). Tra l'VIII e il XIV secolo grande sviluppo ebbe anche il vetro musulmano, lavorato secondo i metodi noti in Medio Oriente. Bisanzio costituì un importante ponte con l'Occidente per questa produzione e ne sviluppò inoltre una propria (di gusto alessandrino e siriano) che ebbe influenza anche sul litorale veneto, territorio sotto il suo dominio fino al IX secolo. ]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/la-storia-del-vetro/la-storia-del-vetro.htmlMon, 3 Mar 2008 14:08:49 GMT<![CDATA[Murano e la sua storia]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/murano-e-la-sua-storia/murano-e-la-sua-storia.html Murano è un'isola situata a nord-est di Venezia, lungo il canale dei Marani. Conta circa 5600 abitanti ed è composta da sette isole minori divise da canali e rii, collegate tra loro da ponti.

    Il suo nome deriva da Amurianum, uno dei quartieri di Altino (un'antica città romana un tempo situata sulla laguna veneta), i cui abitanti si rifugiarono sulle isole per sfuggire all'invasione degli Unni nell'anno 453.

    Durante la crisi e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente in tutta l'area litoranea si verificò una consistente crescita demografica, dato che molte popolazioni latine si spostarono verso la costa per defilarsi dalle scorribande barbare.

    Il primo documento ufficiale della Repubblica di Venezia nel quale viene citato Murano (Amuriana) risale all'846 d.C. A quel tempo, a livello amministrativo, l'isola era retta da tribuni minori e poi tribuni maggiori fino al XII secolo, quando poté avere giudici propri. Questa autonomia le fu poi tolta nel 1171 quando venne unita al sestiere veneziano di Santa Croce, per essere poi restaurata definitivamente solo nel 1275 con un podestà in carica per 16 mesi. Questo significava quindi che, nonostante la stretta relazione con Venezia, Murano poteva autogovernarsi con un Maggior Consiglio di 500 membri (poi serrato nel 1602 come quello veneziano, cioè ne fu reso ereditario l'accesso), un Minor Consiglio di 40 membri (poi 25), un tesoriere e un nunzio con il compito di mantenere un continuo contatto con la capitale.

    La data decisiva per Murano fu però il 1291, anno in cui il Maggior consiglio veneziano proibì la lavorazione del vetro a Venezia per motivi di sicurezza (causa pericoli di incendi e inquinamento). Le fornaci si spostarono quindi nell'isola vicina di Murano dando così origine alla grande fama dell'isola, al tempo l'unico luogo autorizzato per la produzione del vetro nei territori della Repubblica. Quest'esclusiva permise agli artigiani di farsi conoscere velocemente in tutta Europa, realizzando prodotti artistici di inestimabile valore la cui commercializzazione era garantita da Venezia.

    Murano, oltre che il più importante centro della lavorazione del vetro, divenne anche meta di vacanze per molte famiglie patrizie veneziane che qui edificarono ville sontuose e ricchi giardini, punti di ritrovo per artisti e letterati. Furono costituite anche accademie (ovvero associazioni di cittadini che si dedicavano a studi di vario genere, soprattutto letterari) frequentate da nomi illustri (fra cui: Pietro Bembo, Giovanni Della Casa, Aldo Manuzio). I numerosi e ricchi conventi fanno inoltre di Murano un importante luogo di ritiro spirituale.

    Nei secoli XV e XVI Murano raggiunse il suo massimo splendore: arrivò a contare 30.000 abitanti (oggi solo 5600 circa), 17 chiese, decine di fornaci, numerose fiere e botteghe, e moltissime erano le personalità importanti a livello internazionale che vi si recavano per conoscere ed assistere alla lavorazione del vetro.

    Nel corso di questi secoli fino al Settecento, Murano visse tutti gli eventi storici che coinvolsero la Repubblica Veneziana: le lotte con gli altri stati regionali italiani e le potenze europee, l'eterno scontro con Genova e le guerre vittoriose contro gli Ottomani, le pesti che decimarono la popolazione. Il Settecento rappresentò per la Repubblica di Venezia il culmine della crisi, caduta nel 1797 per mano dei napoleonici, e da qui sottomessa poi alla dominazione straniere. Murano, così come Venezia, fu quindi occupata prima dai Francesi e poi dagli Austriaci e conseguentemente mutò anche dal punto di vista urbanistico: molte chiese (oggi ne rimangono solo quattro) e conventi furono demolite per edificare case o fornaci, così come giardini e altri edifici storici.

    Dopo la terza guerra d'Indipendenza (1866, annessione del Veneto al nuovo Regno d'Italia) Murano conosce un nuovo momento di rinascita. Soprattutto grazie all'opera dell' Abate Vincenzo Zanetti (una delle figure di spicco della cultura muranese dell'Ottocento, che fondò insieme al sindaco dell'epoca Antonio Colleoni il Museo del Vetro e la Scuola di disegno applicato all'arte del vetro) la città si impegnò nella valorizzare la propria storia e cultura, così come nella produzione vetraria che ricominciò ad essere esportata in tutto il mondo.

    Nel 1924 Murano perse l'autonomia comunale e ritornò a far parte del Comune di Venezia. ]]>http://it.bestmurano.com/il-vetro-veneziano/murano-e-la-sua-storia/murano-e-la-sua-storia.htmlMon, 3 Mar 2008 14:00:51 GMT